FILO_DIRETTO - 22 OTTOBRE 2008 - 22 OTTOBRE 2020

 

Data: 22-10-2020

 

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Il 22 ottobre di dodici anni fa una marea di fango travolse Poggio dei Pini seminando morte e distruzione.

Non possiamo e non dobbiamo dimenticare quei tragici momenti, che son costati la vita a Licia Zucca Sulis e Antonello Porcu.

Quest’anno, data l’evoluzione dell’emergenza epidemiologica, non sarà possibile svolgere la consueta fiaccolata, ma la Comunità potrà comunque raccogliersi – nel rispetto delle distanze e delle misure di protezione – alle ore 18, presso la pietra commemorativa sita nel Parco 22 Ottobre per la celebrazione della Santa Messa in suffragio di Licia e Antonello.

Un momento di ricordo e riflessione di quello che, con estremo rispetto per ciascuna storia individuale e in particolare per chi ha sofferto la perdita di persone care, è sentito come un grande trauma comunitario. Con dolore, né io né gli altri componenti del Comitato esecutivo della Società potremo però prendervi parte, in quanto ci troviamo in isolamento fiduciario per essere entrati in contatto stretto con un soggetto risultato positivo al Covid-19 (a tal proposito, ci troviamo costretti a sospendere anche la riunione informativa coi Soci in programma per sabato 24, anche in ossequio alle misure previste dal Dpcm 18 ottobre 2020). Ma il nostro pensiero sarà immancabilmente rivolto a Licia, Antonello e alle altre vittime di quella devastante alluvione.

Il commemorare la più dolorosa pagina della nostra storia comunitaria, ci permette altresì, a distanza di dodici anni, di soffermarci su una valutazione su cosa è stato fatto finora e cosa si potrà fare in futuro nell’affrontare la questione del rischio idrogeologico.

Anche quest’anno abbiamo scritto una lettera indirizzata a tutti gli enti competenti in materia. Scriviamo simbolicamente oggi, il 22 ottobre, nell’anniversario dell’alluvione che devastò Poggio dei Pini, procurando immensi danni e la perdita di vite umane, spinti dall’inerzia degli enti competenti che, a dodici anni da quella tragedia pochissimo hanno fatto per risanare le ferite e sfiduciati dal nulla fatto per proteggere il territorio, che resta esposto a nuove tragedie.

È necessario che gli enti competenti si assumano la responsabilità di fare il possibile per porre fine ai ritardi accumulati in tutti questi anni. Lavori già iniziati andrebbero completati; altri interventi, programmati da tempo, andrebbero finalmente avviati; finanziamenti già stanziati dovrebbero essere finalmente utilizzati per il bene di tutta la comunità poggina.

La Cooperativa continuerà a pretendere le risposte che i poggini attendono da troppi anni e alle quali hanno diritto e a vigilare sulla tutela di quei valori dell’equilibrio tra uomo e ambiente che la nostra realtà ha saputo valorizzare in oltre cinquanta anni.

Un caro saluto

Federico Onnis Cugia