Filo_diretto - Il futuro dei due laghi del Poggio

 

Data: 21-07-2020

 

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Carissimi Soci,

la scorsa settimana è stata determinante per il recupero dei laghetti di Poggio dei Pini, simbolo del nostro centro residenziale.

Si è infatti svolta la Conferenza dei Servizi per il progetto denominato «Opere di completamento di sistemazione idrogeologica. Interventi di messa in sicurezza della diga, opere accessorie e di connessione del sistema diga al corso d'acqua», col quale finalmente potrà essere rimarginata una delle grandi ferite del nostro territorio, rimasta ancora aperta da quel tragico 22 ottobre 2008.

Alla conferenza ha partecipato, in qualità di delegato della Cooperativa, l’ing. Roberto Trudu, il quale ha manifestato le esigenze della Comunità poggina volte alla massima tutela e valorizzazione dei due laghi, sottolineando la loro enorme importanza sia sotto il profilo idrogeologico che sotto quello del rischio antincendio.

Seguendo poi le indicazioni fornite dal CdA all’unanimità, è stata evidenziata la rilevanza della possibilità di dragare il letto dei due complessi lacuali, eliminando i detriti presenti fin dall'alluvione del 2008 e garantendo che gli stessi mantengano un ampio specchio d'acqua durante tutto l'anno; eliminare gli eucaliptus e le altre essenze che oggi interdicono la visuale del lago grande; la possibilità di consentire il transito pedonale nella diga; il reinserimento di un attraversamento pedonale sopra il canale fugatore che consenta un collegamento tra la zona di Sa Birdiera e quella di Pauliara, distrutto dall'alluvione del 22 ottobre 2008; il rispetto del regolamento edilizio della Società nella realizzazione della casa di guardia e del manufatto di controllo di scarico.

Tra i vari aspetti emersi in questa sede, uno estremamente importante riguarda la conseguenza immediata del nuovo canale sfioratore: oltre a garantire una capacità di smaltimento di circa mezzo milione di litri al secondo (esattamente dagli attuali 140 mc/sec a 480 mc/sec), consentirà – e questo è di rilevante interesse per la nostra comunità – di sollevare di circa 2 metri l’attuale livello del lago con un notevole aumento di capacità dell’invaso.

La realizzazione del nuovo sfioratore a doppio “becco d’anatra”, per via della sua particolare forma, richiede un raddoppio della sezione dell’attuale canale fugatore (quello che passa accanto alla Strada 26), la cui larghezza passerà da circa 9 a 20 metri.

A fronte di un incremento della capacità di smaltimento più che triplicata, il nuovo sistema di smaltimento delle acque di piena consentirà di sollevare il livello del lago di circa 2 metri e di realizzare le infrastrutture necessarie per la realizzazione di un distretto irriguo destinato ad alimentare la rete duale di Poggio dei Pini.

La prima osservazione del delegato della Cooperativa è stata il plauso per aver preso in carico il sistema dei laghi ai fini dell’istituzione di un distretto irriguo che consenta di alimentare i giardini della lottizzazione, ponendo così il primo vero caposaldo per l’affrancamento, per quanto possibile, dalla rete idrica destinata ad uso potabile.

È stato ricordato che la realizzazione dei manufatti dovrà seguire rigorosamente il Regolamento Edilizio della Cooperativa. L’osservazione è stata accolta senza problemi con l’impegno al pieno rispetto delle prescrizioni del Regolamento.

È stato chiesto dal delegato della Cooperativa un chiarimento in ordine alla possibilità che le opere di presa collocate al centro del lago possano costituire intralcio per il pescaggio di acqua ad opera degli elicotteri in sede di intervento antincendio. Il progettista del preliminare redatto dal Consorzio ha chiarito che nessuna opera emerge, se non una boa di segnalazione che non costituisce alcun ostacolo per l’attingimento delle acque per fini antincendio.

Sono state presentate, poi, le richieste di miglioramento al progetto secondo un preciso ordine di priorità. Le due principali priorità si riferiscono senz’altro alla necessità della rimozione dal fondo dell’invaso del materiale trasportato dall’ondata di piena a seguito dell’evento alluvionale e la realizzazione del passaggio pedonale tra la Strada 26 - Piazza Maria Carta e le Strade 1 e 3, passando sul coronamento della diga.

In merito alla prima vi è stato pieno accoglimento da parte del Consorzio.

Per quanto riguarda la proposta della realizzazione del passaggio pedonale attraverso il coronamento della diga, l’ing. Trudu ha evidenziato l’assoluta necessità del ripristino di tale passaggio che consente il collegamento pedonale tra la Piazza Maria Carta e il quartiere di Pauli Ara in quanto nessuna barriera potrà mai impedire il passaggio dei pedoni attraverso il guado. Se il problema è quello della sicurezza delle persone, allora è certamente meglio il passaggio sul coronamento piuttosto che a valle sotto la diga!

I tecnici del Consorzio hanno convenuto che effettivamente dal punto di vista della sicurezza delle persone il passaggio sopra la diga è certamente più sicuro del passaggio dal guado. La soluzione è stata accolta positivamente ed è stato ipotizzata la realizzazione di un ponte pedonale in legno, staccionata di protezione sul coronamento della diga e possibilità di illuminazione notturna del percorso. La modalità di finanziamento verrà esaminata con attenzione per evitare intralci burocratici che possano ostacolare la realizzazione dell’opera principale.

Per quanto riguarda il c.d. lago piccolo il rappresentante della Cooperativa ha chiesto, al fine di evitare fenomeni di eutrofizzazione e stagnazione delle acque, la rimozione dei detriti di fondo anche da tale manufatto per consentire l’accumulo di una maggiore quantità di acqua e una profondità più elevata dell’attuale metro e mezzo di media attuale.

Buona settimana

Federico Onnis Cugia